PIANETA COLEUS: identità, coltivazione e varietà.

Aggiornamento: lug 16

In inglese vengono chiamati "painted nettles" (ortiche colorate) ed in effetti portamento e vigoria sono quelli, ma i colori...caspita se sembrano dipinti!

Sono i Coleus: piante dall'incredibile varietà di forme e colori.

Varietà di Coleus della collezione del Vivaio Le Muse

Conoscevo i Coleus, certo, si vedono ogni anno nei garden center tra le piante stagionali, ma prima di mettere piede nel vivaio di Luca non avevo idea dell'infinità di forme e sfumature che queste piante possono avere. Da quando collaboro con Le Muse ho sviluppato quasi un'ossessione per i Coleus e bramo quelle varietà statunitensi introvabili in Europa che prima o poi riuscirò ad ottenere ed inserire nella collezione!


Nell’attesa, vi racconto un po' di cose su queste piante, sulle numerose varietà esistenti e su quello che ho appreso dall'esperienza di coltivazione di Luca.



NOMENCLATURA

I nuovi studi filogenetici hanno rivoluzionato molte famiglie e generi, cambiandogli nome o declassandoli a sottogeneri e specie; diverse piante sono state rinominate gettando in confusione giardinieri e appassionati. La discussione tra botanici e tassonomisti è molto accesa, e sui Coleus lo è in particolar modo.


Per approfondire vi lascio alcuni link.

La scheda di Kew Science sul nome Plectranthus scutellarioides (in inglese)

http://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:454698-1

Un articolo sul perché Solenostemon è ritenuto inappropriato da alcuni tassonomisti (in inglese)

http://members.tripod.com/~hatch_l/coleuscentral.html#sole


Il nome del genere sarebbe Solenostemon, ma visto che eminenti botanici lo rifiutano con valide argomentazioni, e sicuramente se dico Coleus molti di più capiscono a quali piante mi riferisco, in questo articolo li continuerò a chiamare così.

Al genere Solenostemon, comunque, fanno capo oltre 500 specie, ma i Coleus a cui ci riferiamo sono perlopiù ibridi di una manciata di esse, con numerose varietà ottenute a partire dal XIX secolo.


Origini e Storia: il Coleus blumei

Tra i genitori degli attuali Coleus ibridi, troviamo certamente Coleus blumei, di cui un esemplare fu portato in Europa da Giava nel 1851 dall'orticoltore olandese M.J.A. Willink.


Illustrazioni successive mostrano alcune variazioni sul tema, ma quelli con grossi cuori rossi uniformi erano i preferiti sul mercato e costituivano la prima coltivazione ospitata nel giardino di Chiswick della Royal Horticultural Society e curata da William Bull, colui che nel 1877 introdusse sul mercato 150 nuove varietà di Coleus, scatenando definitivamente l'entusiasmo dei giardinieri di tutta Europa. Il famoso clone 'Verschaffeltii' è comunque sempre una variazione con un cuore rosso centrale, ma molto ondulata e più fimbriata.



Annuncio del 1876 sul Gardener's Monthly

All'inizio del nuovo secolo, l'entusiasmo frenò (per ovvie ragioni storiche, evidentemente) per poi rinnovarsi ed espandersi a partire dai primi anni '40.

Nel 1982 i Coleus figuravano al 10° posto in classifica tra le piante da aiuola più coltivate negli Stati Uniti.

Con fortune alterne, mantengono a tutt'oggi una posizione assolutamente rispettabile tra le piante ornamentali, soprattutto negli Stati Uniti, dove sono probabilmente apprezzati molto più che altrove.


BOTANICA

I Coleus appartengono alla famiglia delle Lamiaceae, la stessa delle ortiche, appunto, ma anche di rosmarino e salvie. Sono piante perenni, ma essendo native delle regioni tropicali di Sud-est asiatico e Africa, alle nostre latitudini sono coltivati all'esterno come annuali o riparate durante la stagione fredda.


Varietà e colori

A seconda delle specie da cui derivano, le varietà assumono portamenti differenti - eretto, semi-eretto, cespuglioso o strisciante - e diverse dimensioni, dai giganti alle miniature.

Ma è sulle foglie che i Coleus esprimono tutta la loro creatività!

Coleus 'Kiwi Fern'

La gamma di colori, che dipende dall'interazione tra i diversi pigmenti prodotti dalla pianta, comprende rosso, rosa, viola, verde, giallo, arancione, marrone e tutte le sfumature intermedie in diverse combinazioni.

I Coleus possono essere monocolore, quando è prevalente un unico colore; multicolori, quando coesistono più colori (ne hanno fino a 4) o variegati, quando alcune zone sono completamente prive di clorofilla. Tuttavia la differenza tra cultivar realmente variegate e cultivar semplicemente multicolori è molto sottile, spesso è questione di studio microscopico poiché alcuni cloni con bordi gialli o venati di bianco, in realtà non mancano di clorofilla in quelle porzioni.


Alcune caratteristiche delle foglie
Coleus Colissima ® 'Peach Melba'

Varietà e morfologia delle foglie

La forma è altrettanto varia, e proprio sulla morfologia delle foglie si basa la divisione in gruppi adottata nel Registro Internazionale dei Coleus, di recente istituzione e in costante aggiornamento.


Al momento sono stati individuati 18 gruppi, ma non è detto che una varietà sia riconducibile ad un unico gruppo, molto spesso si riscontra un mix di caratteristiche. Ad esempio nella cultivar Colissima ® 'Peach Melba', si sovrappongono le caratteristiche dei gruppi Carefree Oak e Anemone-Fingered.


A complicare ancora di più la classificazione delle centinaia di varietà, si aggiunge che questa è una pianta polifenotipica; significa che anche se il DNA è lo stesso, la sua espressione varia ampiamente a seconda dell'età della pianta e delle condizioni di crescita (luce, acqua, fertilizzazione, caratteristiche del terreno, dimensioni del vaso). Questo fenomeno si manifesta in alcune cultivar più che in altre, ad esempio, 'Sedona' e 'Alabama Sunset' sono molto polifenotipici mentre 'Palisandra' e 'Wasabi' lo sono meno.


Classificazione

Divisione in gruppi delle Cultivar di Coleus secondo la International Coleus Society

  • (T) Traditional Blumei : foglie ovate.

  • (W) Wide Blumei : foglie ampiamente ovate.

  • (N) Narrow Blumei : foglie ellittico-ovate.

  • (Su) Suborbicular : foglie tondeggianti.

  • (Sa) Salicifolius : foglie lanceolate,molto strette, simili a quelle dei salici, con un rapporto tra larghezza e lunghezza da 1:6 a 1:12.

  • (Se) Saber-Elliptic : foglie ellittiche, strette ma non tanto quanto nel gruppo precedente, con un rapporto larghezza/lunghezza da 1:3 a 1:5.

coleus groups tradional blumei, wide blumei, narrow blumei, suborbicular, salicifolius, saber-elliptic
  • (F) Filiform : foglie lineari molto strette.

  • (A) Anemone-Fingered : foglie con lobi tondeggianti

  • (T) Trident-Forked : foglie con lobi appuntiti.

  • (C) Carefree Oak : foglie lobate, strette, spesso scanalate, rugose e ondulate, simili ma non così tanto a quelle delle querce (per questo il nome del gruppo è traducibile letteralmente come "quercia spensierata").

  • (WF) Wide Flat Oak : rispetto al gruppo precedente le foglie sono più larghe, piatte e meno ruvide; probabilmente questo gruppo comprende le varietà chiamate in passato Quercifolius.

  • (D) Duckfoot : foglie a zampa d'anatra.

coleus groups, filiform, trident forked, carefree oak, wide flat oak, anemone fingered, duckfoot
  • (Mi) Minimalist : foglie a forma di cucchiaio.

  • (P) Petticoat : foglie molto ondulate e spiralate, che ricordano le pieghe di una sottoveste.

  • (Mo) Monstrose : foglie molto irregolari, che sembrano sgualcite e deformi.

  • (L) Laciniate-Fimbriate : variazioni dei primi tre gruppi con foglie dal margine sfrangiate, anche ondulate, spesso bilobate ed occasionalmente trilobate. L'incisione delle foglie dal margine alla venatura centrale non supera il 20%.

  • (LP) - Lacerate-Pinnatisect : profondamente incise, oltre il 20%, di solito al 50% ma arrivano anche oltre, facendo apparire la foglia "lacerata". I margini possono essere bilobati, trilobati o forcati.

  • (xCP) Coleus x Perilla cross - gruppo aggiunto nel 2015 e riferito alla forma delle foglie dell'ibrido intragenerico Coleus X Perilla ottenuto nel 2001 tramite impollinazione incrociata di Solenostemon scutellarioides 'Felix' e Perilla frutescens 'Magilla'

coleus gropus, minimalist, petticoat, monstrose, laciniate fimbriate, lacerate pinnatisect, xPerilla Magilla

COLTIVARE I COLEUS

Per quanto riguarda la coltivazione, i Coleus non sono affatto difficili, a patto di rispettare alcune condizioni basilari.


In vaso o in giardino?

Possiamo coltivarli sia in piena terra che in vaso, in questo secondo caso scegliendo tra le varietà più contenute o garantendo contenitori di adeguate dimensioni.


Coleus in inverno

Abbiamo già visto che sono piante tropicali, quindi durante la stagione fredda dobbiamo ritirarli in casa o tenerli in una veranda riparata. Anche se in questo modo superano l'inverno, comunque non sono piante così longeve, per cui imparare a farne delle talee è un buon modo per assicurarcene la compagnia duratura ed avere piante sempre giovani e vigorose in primavera.



Se amiamo le sorprese, possiamo anche dilettarci nella semina e chissà che non nascano nuove varietà interessanti!

"Muse's Dream" - Ibrido spontaneo nato nella serra del Vivaio "Le Muse"
"Muse's Dream" - Ibrido spontaneo nato nella serra del Vivaio "Le Muse"

Quanto annaffiare?

La foglia tenera lo suggerisce, hanno bisogno di parecchia acqua e non tollerano la siccità, ma bisogna anche evitare il ristagno idrico che, come del resto per qualunque altra pianta che non sia palustre o acquatica, causa marciumi radicali e conseguente morte se non si interviene per tempo.


I Coleus e il sole

È sempre la foglia a suggerircelo, non amano il pieno sole e vanno perciò coltivati in ombra luminosa o mezz’ombra. Bisogna però fare attenzione che la luce sia sufficiente, perché in condizioni di scarsa luminosità i colori tendono a sbiadire e i rossi tornano verdi per insufficiente presenza di antociani nelle foglie.

Nelle varietà a foglia scura, del resto, il sole è meglio tollerato anche se per qualche ora arriva direttamente (in estate non nelle ore centrali della giornata!), sempre a patto di mantenere il terreno fresco e umido.


Funghi e insetti

Possono essere soggette ad attacchi fungini ed è per questo consigliabile, a scopo precauzionale, una spruzzata di poltiglia bordolese di tanto in tanto; se proprio si vuol stare tranquilli, si può sostituire la poltiglia con un fungicida ad ampio spettro ed eseguire anche una somministrazione stagionale di fosetil alluminio.

Per gli insetti invece, come cocciniglie e aleurotidi, non si può giocare d’anticipo, ma qualora se ne riscontri la presenza, si può facilmente intervenire con specifici prodotti, ormai disponibili anche in forma biologica.


Potatura dei Coleus

Crescendo, i Coleus tendono a produrre lunghi fusti che si spezzano facilmente sotto il loro stesso peso, squilibrando la pianta e facendole assumere un aspetto sgraziato.

Per ovviare al problema, Luca suggerisce di cimarli spesso, con frequenza variabile a seconda della varietà (alcune si mantengono spontaneamente più compatte), ma sicuramente prima della fioritura, rimuovendo dai due ai quattro internodi del fusto che porta la spiga fiorale. Così facendo si rinuncia sì ai fiori, non così appariscenti del resto, ma si permette alla pianta di sviluppare una struttura sana e compatta, con una base robusta e una chioma sempre giovane e leggera.

Internodi nella pianta di Coleus

Nel disegno sopra, a sinistra, i puntini interni allo stelo rappresentano le auxine (ormoni che presiede i processi di crescita e sviluppo degli organismi vegetali) che si concentrano verso la gemma apicale inibendo le sottostanti gemme ascellari.

Nel disegno accanto viene mostrato come, rimuovendo la gemma apicale, le sottostanti si sviluppino in nuove branche. Quando la gemma apicale è a fiore, l'inibizione è ancor più accentuata, ed è per questo che è consigliato cimare per mantenere la compattezza della pianta.



La produzione 2021 è in vendita presso il vivaio "Le Muse", in Via del Sambuco n.1 a Lanuvio.


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